I POLLI CHE SI CREDEVANO AQUILE...
"Meglio falliti che in mano a dei banditi", questo l'incredibile slogan suicida che ho sentito scandire ai lavoratori Alitalia mentre festanti per aver posto il posto di lavoro saltavano come se fossero a un concerto rock. Non credevo possibile una simile idiozia, invece sì. Fomentati da sindacati incoscienti, tato mica li manterranno loro i ventimila licenziati, sobillati da una sinistra così cinica che pur di smentire Berlusconi che aveva promesso una soluzione è disposta a lasciare senza lavoro migliaia di famiglie, succubi dei potenti sindacati piloti che probabilmente saranno gli unici a trovare un altro lavoro, centinaia di lavoratori si sono suicidati felici in massa come appartenenti a una setta giapponese del settimo sole o roba simile.
Bel risultato non c'è che dire. Personalmente trovo la cosa scandalosa, ma ora vediamo rispuntare Fassino che cerca persino di addossare la colpa del fallimento Alitalia al nuovo governo che, secondo lui, avrebbe fatto fallire il meraviglioso accordo AirFrance per mere ragioni politiche. A parte che vorrei sapere quando mai i francesi ci hanno mai fatto un favore, mi chiedo come è possibile non capire (o non voler far sapere) che i francesi erano interessati al traffico Alitalia, alle rotte e non certo alla compagnia inteso come capitale umano e intellettuale. Del resto i francesi si sono già presi, grazie al loro amichetto Prodi, la grande distribuzione, dunque perchè negargli in questo folle risiko anche il mercato nazionale del cielo?
Schiuma alla bocca questa sinistra continua a fare danni in modo scomposto e autoesionista esattamente come quel marito che si taglia le palle per far dispetto alla moglie. Ora i dipendenti si scoprono "attaccati alla compagnia" e anche un "forte senso del dovere". Ora garantiscono che non faranno scioperi. Ora. Un po' tardi no? Dove erano quando un comandante faceva volare la figlia con 14 euro da Roma a Milano per andare a trovare il fidanzatino? Tanto per citare un privilegio anche tenero in fondo.
Qualcuno ancora ancora spera l'intervento statale, rifiutandosi di capire che è (finalmente) cambiata l'antifona, perchè questo hanno chiesto gli italiani alle ultime elezioni e questo è quello che chiede quel 64% di consensi al governo rilevato dagli ultimi sondaggi. Ma qualcuno ancora festeggia e non capisce perchè non vive nel mondo reale, non sa cosa voglia dire misurarsi davvero con la disoccupazione, senza i contributi statali, senza le protezioni e i settennali scivoli verso la pensione, cui i dipendenti Alitaia sono abituati. Sono contenti e ancora parlano di rilancio, di prossime riunioni, di nuovo tavoli. Sordi, ciechi e incoscienti ancora non realizzano che non c'è più la controparte con cui contrattare.
Più che altro dal'esterno non si capisce la funzione di quel balletto chiamato "tavolo" che purtroppo però niente ha a che vedere con quello a tre gambe che almeno pare fornisse sicure previsioni. Questo assai pù scalcinato "tavolo" appare piuttosto come un incomprensibile capriccio di una categoria di privilegiati, con buon pace di quanti perdendo il lavoro, non godono di tutta questa attenzione istituzionale e mediatica. Di questi lavoratori di serie B si devono essere dimenticati i coccolatissim dipendenti Alitalia mentre inneggiavano al fallimento del loro datore di lavoro. Vergognoso.
In quanto a Fassino poi forse sarebbe meglio andasse in Africa, ma pare non l'abbiano voluto perchè pensavano di doverlo nutrire e gli hanno preferito il più grassoccio Prodi, il cui soprannome, Mortadella, deve essere apparso più rassicurante.



co. Lo ritrovavamo completamente ristabilito, non più con il piede torto, senza quella linea attorno alla testa che denotava scompenso cardiocircolatorio. L’uretere non sembrava più dilatato e il cuore funzionava perfettamente. Rimaneva un rene un po’ ingrossato, ma il bambino, seppur a rischio, avrebbe visto la luce e sarebbe vissuto. Giona è nato il 25 agosto 2003 e per sette mesi siamo rimasti in ospedale. Ha subìto quattro interventi chirurgici, un blocco renale e una setticemia. Ora vive, è un bambino sano».